{"id":171,"date":"2011-02-11T21:23:30","date_gmt":"2011-02-11T20:23:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tinone71.com\/wordpress\/?p=171"},"modified":"2015-01-09T15:47:38","modified_gmt":"2015-01-09T15:47:38","slug":"ritratto-fotografico-professionale-10-consigli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tinone71.com\/wp\/?p=171","title":{"rendered":"Ritratto Fotografico Professionale: 10 Consigli"},"content":{"rendered":"<div style=\"\" class=\"ssag-opads-main     \" ><\/div><p>1. L\u2019obiettivo da ritratto<\/p>\n<p>La regola dice che un buon ritratto va fatto con un 85mm, oppure un 105mm (ottica fissa oppure uno zoom con un\u2019escursione che comprenda le lunghezze focali possibilmente utilizzato a tutta apertura, o quasi.<br \/>\nQuesto non vuol dire che non si possa scattare un ritratto con un gradangolo o con un tele pi\u00f9 lungo. Prima si digerisce la regola, poi si pu\u00f2 sperimentare con quel che si vuole.<\/p>\n<p>2. Il numero di scatti<\/p>\n<p>La regola dice che per ogni ritratto bisognerebbe scattare almeno 40 scatti, pi\u00f9 o meno quelli concessi da un \u201cvecchio\u201d rullo 35 mm da 36 pose. Cogliere l\u2019espressione migliore \u00e8 anche un fatto statistico: occhi chiusi, smorfie, capelli fuori posto ecc. si combattono premendo pi\u00f9 volte il pulsante di scatto.<\/p>\n<p>3. Luce in esterni<\/p>\n<p>La regola dice, che per l\u2019esterno, non c\u2019e nessuna regola (National geographic naturalmente consiglia la luce del mattino o della sera, quando i raggi del sole sono obliqui).<br \/>\nPer illuminare il soggetto, si puo contare su:<\/p>\n<p>&#8211; sole di lato, con o senza pannello riflettente (si acquista nei negozi specializzati, ma pu\u00f2 andar bene anche un cartone bianco oppure un telo o un pezzo di polistirolo)<br \/>\n&#8211; sole sopra la testa, con pannello riflettene (tecnica difficile per un principiante)<br \/>\n&#8211; controluce, con pannello riflettente<br \/>\n&#8211; in ombra, con o senza pannello riflettente<\/p>\n<p>Il pannello serve a ridurre il salto netto tra le alte luci e le ombre (contrasto). Prima di scattare bisogna provare l\u2019efficacia del pannello muovendolo e avvicinandolo e allontanandolo dal soggetto per regolrne l\u2019azione.<\/p>\n<p>Insomma, grande libert\u00e0. Molto dipende dalla fantasia del fotografo. Val la pena di provare le diverse opzioni per perfezionare poi quella a noi pi\u00f9 congeniale.<\/p>\n<p>4. Luci in studio<\/p>\n<p>La regola dice che per le foto in studio, a parte le tre o quattro luci canoniche ( ombrello leggermente sopra il soggetto con fondo pi\u00f9 o meno illuminato, luce finestra messa di lato, bank con diffusore di fronte al soggetto con luce diretta posta dietro al soggetto solo per i capelli ecc.) lo studio deve essere una palestra di sperimentazione, per cui spazio alla fantasia anche se non si ha troppo tempo a disposizione.<\/p>\n<p>5. Inquadratura<\/p>\n<p>La regola dice che l\u2019inquadratura \u00e8 una cosa che si deve imparare, perche rientra nella categoria del buon gusto, per cui: primo, riempire sempre il fotogramma specialmente sopra la testa, cos\u00ec non si sbaglia mai; secondo, costruire una composizione bilanciata.<br \/>\nIl segreto? Imparare a guardare per davvero dentro al mirino (o al display LCD se usiamo una compatta che ha solo quello per inquadrare) e a godersi la foto prima ancora di scattarla (naturalmente se non stiamo lavorando con le pallottole che fischiano sopra la testa).<\/p>\n<p>6. Espressione<\/p>\n<p>La regola dice che il soggetto dovrebbe guardare in macchina per tirargli fuori un minimo di espressivit\u00e0, che fa\u2019 la differenza!<br \/>\nUna volta che si \u00e8 padroni di questa regola si pu\u00f2 cominciare a sperimentare con altre espressioni (buffa, pensierosa, occhi chiusi, sguardo di lato o a terra). <\/p>\n<p>7. Velocit\u00e0<\/p>\n<p>La regola dice che una volta inquadrato e messo a fuoco il soggetto, i 40 scatti a disposizione vanno fatti abbastanza a ridosso uno dell\u2019altro.<br \/>\nSono assolutamente da evitare quegli interminabili secondi di pausa forzata, di silenzio e di imbarazzo da parte nostra e del soggetto dovuti all\u2019indecisione del fotografo, alla scarsa dimestichezza con la macchina fotograficae con la pratica del ritratto.<br \/>\nSe qualcosa non va, se abbiamo bisogno di riflettere un secondo o di risolvere un problema tecnico prima di ricominciare a scattare, \u00e8 importante che continuiamo a dialogare con il nostro soggetto, togliendolo dall\u2019imbarazzo. Poi sotto, decisi, con la seconda serie di foto.<br \/>\nQuando si comincia a fare sul serio con il ritratto fotografico \u00e8 buona norma cercare i nostri soggetti tra i familiari, gli amici, i vicini di casa, i negozianti del quartiere. Insomma, soggetti capaci di sopportare qualche nostro tentennamente senza sbattere la porta e scappar via.<\/p>\n<p>8. Fidarsi della tecnologia<\/p>\n<p>La regola e il buon senso dicono che oggi, con tutti i progressi fatti dai costruttori di macchine fotografiche, non dovremmo pi\u00f9 incaponirci a scattare regolando tutto in manuale. Abbiamo l\u2019automatismo, priorit\u00e0 di tempi,<br \/>\npriorit\u00e0 di diaframmi, per il ritratto questo \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente.<\/p>\n<p>9. Emozione<\/p>\n<p>La regola dice, che una volta ultimato il lavoro o hobby, il risultato deve dare sempre un\u2019emozione, per chi l\u2019ha eseguito e per chi lo guarda per la prima volta.<\/p>\n<p>10. Modestia<\/p>\n<p>E un&#8217;altra regola, l\u2019ultima, dice, che nella maggior parte dei casi, tendiamo a sopravvalutare le nostre fotografie. Se non ci accontentiamo, se vogliamo continuare a migliorare, qual\u2019\u00e8 il trucco? Basta tagliare un bel 50% dal nostro entusiasmo per essere pi\u00f9 vicini alla realt\u00e0.<br \/>\nQuesta \u00e8 una regola assoluta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. 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